Accadde Oggi – Andrea Fortunato perde la vita a soli ventitré anni

Morte Andrea Fortunato, nel 1995 la scomparsa del promettente terzino di proprietà della Juventus a causa di una forma di leucemia

Morte Andrea Fortunato

Il 25 aprile 1995 il calcio italiano diceva addio ad uno dei difensori più promettenti di tutto il panorama calcistico nazionale. Quel giorno perse la vita Andrea Fortunato, terzino sinistro classe ’71 dal sicuro avvenire. Nato a Salerno, si diplomò in ragioneria dopo aver promesso alla famiglia di proseguire gli studi pur coltivano la passione per il calcio. Dopo una parentesi in una compagine della sua città, passò al Como dove giocò con gli Allievi trovando la sua collocazione tattica.

Morte Andrea Fortunato, 24 anni fa la tragica scomparsa

Il tecnico di quella formazione, Gabriele Romagnoli, descrisse così Fortunato: “Era un ragazzo che giocava terzino sinistro. Un ruolo da turbodiesel. Uno che con la maglia numero tre deve andare, palla al piede, dall’altra parte del mondo, superando ogni ostacolo, finché il campo finisce. E a quel punto fa una cosa, non la fa per sé, la fa per un altro e per la squadra: crossa. E se il centravanti ha seguito l’azione e ci mette la testa, allora è gol. Fortunato era uno di quelli che ci arrivava spesso, sulla linea di fondo, con la forza della sua gioventù e la bandiera dei suoi lunghi capelli al vento”.

Nel 1989 passò in prima squadra, esordendo in Serie B a soli diciotto anni e raccogliendo, nell’arco di due stagioni, 43 presenze. Poi venne acquistato dal Genoa che lo girò in prestito al Pisa anche per dei problemi col tecnico in seconda Sergio Maddé. In nerazzurro giocò 25 partite prima di tornare in Liguria dove cominciò a trovare spazio. Sotto la guida di Bruno Giorgi, Fortunato diventò il terzino titolare sinistro del Grifone. 33 apparizioni e anche 3 gol nella stagione 1992/1993 che precede l’approdo alla Juventus su richiesta diretta di Giovanni Trapattoni.

Una stagione positiva fino alla primavera (23 partite e 1 gol, ndr) quando il terzino fece i conti con un appannamento di natura fisica. In molti lo accusarono di ‘dolce vita’ vedendolo affaticato in campo. Il 20 maggio 1994, nel corso di un’amichevole col Tortona, Fortunato abbandonò il terreno di gioco dopo 45′ dichiarando: “Mi sento sfinito”. Il medico sociale bianconero, il dotto Riccardo Agricola, sottopose il giocatore ad una serie di analisi presso l’ospedale Molinette di Torino.

Ad Andrea fu diagnosticata una forma di leucemia linfoide acuta. Nel corso delle settimane non si trovò un donatore di midollo osseo compatibile e venne trasferito al policlinico Silvestrini di Perugia per tentare cicli di chemioterapia ed un trapianto di cellule sane della sorella Paola e del padre Giuseppe. In quella circostanza, l’attaccante Ravanelli mise a disposizione la sua casa nel capoluogo imbro.

Nel febbraio del 1995 Fortunato tornò a casa tra l’ottimismo generale ma il 25 aprile, in seguito ad un abbassamento delle difese immunitarie causato da una polmonite, Andrea Fortunato perse la vita a soli 23 anni. Il funerale si tenne nella Cattedrale di Salerno dove accorsero più di cinquemila persone. Dalla sua prematura morte è nata anche la Fondazione ‘Fioravante Polito’ che promuove il passaporto ematico per tutti i calciatori tesserati con lo scopo di prevenire patologie di questo tipo e non solo.

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