Osvaldo: “Il calcio è una m**da: non ero più felice e mi sentivo un numero”

Ecco l'intervista di Osvaldo a Leggo: "Al Boca mi hanno mandato via per una sigaretta, ma sono orgoglioso della carriera che ho fatto"

Osvaldo a Ballando con le Stelle

In un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di ‘Leggo’, Pablo Daniel Osvaldo – che ha lasciato il calcio per dedicarsi a tempo pieno ad una rock band – ha rilasciato queste dichiarazioni: Non ero più felice. Io sono uno che vive di sentimenti e impulsività, e nel calcio di oggi non c’è nessuna della due. Mi sentivo un numero, uno che doveva segnare perché se no veniva insultato. Ora sto da Dio anche se mi dicono che sono matto.

L’intervista di Osvaldo a Leggo

Al Boca mi hanno mandato via per una sigaretta quando sapevano che fumavano tutti. Quella è stata la goccia, ma in realtà nel calcio devi vivere una vita che non è reale. Hai un prezzo, un valore e vivi di regole. Il calcio oggi è una merda, un freddo business e una dittatura del risultato. Nessuno pensa a come stai. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una birra per me era assurdo”.

Sono orgoglioso della carriera che ho fatto, ho giocato in grandi squadre. Penso a Prandelli che mi ha escluso dal Mondiale solo perché glielo dicevano i giornalisti, convocò Cassano quando invece lo meritavo io. Andreazzoli? Nemmeno ricordo chi sia. Chi allena oggi?”.

E poi ci sono anche uomini veri. Penso a Tevez, De Rossi e Heinze con le quali ho stretto molto. Poi ci sono i campioni in campo e fuori come Pirlo, Buffon e Totti. Ecco l’addio di Francesco è quello che di bello dovremmo prendere dal calcio”.

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