Nicchi, presidente AIA: “Potrebbe esserci una nuova Calciopoli”

Nicchi sullo sciopero: "Lavoro affinché non se ne verifichino le condizioni". Il presidente dell'AIA vuole scongiurare uno sciopero della categoria ma non vuole si tocchi il 2% di spesa per gli arbitri

Balata contro Nicchi

Nicchi sullo sciopero: “Lavoro per evitarlo”

Il presidente dell’AIA Nicchi si è espresso in maniera dura e trasversale su diversi temi, concentrandosi soprattutto sul tema del 2% di spesa relativo agli arbitri. Intervistato da ‘Radio Rai 1’ ha voluto precisare la questione, minacciando una possibile nuova Calciopoli: “Ci si preoccupa del nostro 2% per le elezioni in sede di Federazione e non dei problemi da risolvere, è una cosa incredibile e imbarazzante. Una nuova Calciopoli? C’è qualcuno che vuole mettere le mani sugli arbitri. Il nostro 2% a chi gioverebbe? Solo la Serie A. Mettere le mani sugli arbitri significherebbe che ognuno direbbe la sua senza fare i conti con noi, che adesso siamo autonomi. Oggi gli arbitri sono garanzia per tutti, contrariamente a quanto successo in passato“. 

Nicchi parla poi dell’eventualità di uno sciopero della categoria arbitrale da qui a fine anno cercando di spegnere i toni: “Sciopero? La cosa che sto facendo è cercare di evitarlo. Però se un giorno qualcuno arriverà al campo senza arbitri non dovrà rimanere sorpreso perché le sezioni non ce la fanno più. In Spagna, in Germania e in Inghilterra, gli arbitri fanno parte delle elezioni”. 

Il presidente degli arbitri italiani è tornato anche sull’operato dell’inglese Oliver in Real Madrid-Juventus in un turbinio di polemiche che sembra non finire più: Non mi permetto di dare giudizi sull’operato tecnico. Buffon è un grandissimo campione che si avvia a una grande carriera dirigenziale e quando siamo a certi livelli bisogna stare attenti a ciò che si dice, perché ci ascoltano i bambini e i ragazzi. Io avrei difeso l’arbitro fosse successo in Italia. Non può essere minacciato”. 

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