Milan, il piano dei Singer per riportare il club al top in Europa

Milan programmi Singer Scaroni top calcio europeo - I nuovi proprietari del Milan puntano a riportare i rossoneri nell'elite del calcio europeo

Milan Umberto Gandini nuovo dirigente

Milan e il ritorno nel ‘G8’ del calcio

Dopo anni bui dal punto di vista societario e non solo, sembrano aprirsi nuove porte per il Milan. Il nuovo club, nel segno dei Singer e del presidente Scaroni, è intenzionato a riportare il Diavolo nell’elite del calcio europeo. Per riuscirci bisognerà innanzitutto prendere coscienza della distanza dai top team. Dati alla mano – come riporta La Gazzetta dello Sport – è interessante notare come i risultati del campo e del bilancio coincidano solo in parte.

Il distacco del Milan dal vertice in termini di ranking storico e coefficienti Uefa attualmente è enorme, ma è la conseguenza delle ultime stagioni ingloriose: a preoccupare Scaroni, piuttosto, è il fatturato che non cresce da 15 anni a questa parte. Quello sì che è un guaio, perché condiziona altri fattori che potrebbero ridare impulso alla macchina Milan. Uno su tutti: il monte ingaggi, che le regole Uefa vogliono al di sotto del 60% dei ricavi. Offrire stipendi più alti significa poter ambire a giocatori più forti, che avranno più chance di vincere in Italia e in Europa, ripagando l’investimento.

Questione stadio

Poter disporre di un impianto di proprietà comporta vantaggi concreti, come dimostrano i club inglesi e, più in generale, tutti gli squadroni europei eccetto il Psg. Un San Siro ben ristrutturato, però, non teme confronti, né preoccupa la prospettiva di dividerlo con l’Inter. In fondo lo faceva anche il Bayern, prima che il Monaco 1860 precipitasse negli abissi cedendo la sua quota dell’Allianz Arena. Restare al Meazza, anche con la spinta del Comune di Milano, è oggi la soluzione più probabile per il Diavolo, che piuttosto dovrà ingegnarsi per spremere tutto il possibile dal fascino del suo marchio.

Sotto questo aspetto, il modello da seguire è il Manchester Utd, che domina il mondo in quanto a brand anche in un periodaccio: al Real Madrid non sono bastate 3 Champions di fila peril sorpasso, e lì fino alla scorsa primavera giocava Cristiano Ronaldo. Già, CR7: prenderlo, per la Juve, è stato il coronamento di un cammino virtuoso. E solido, aggettivo che tanto piace a questo nuovo corso milanista.

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