Juventus, da Sampdoria a Sampdoria: i numeri della rinascita bianconera

Juve-Samp numeri mostruosi per la 'Signora': solo 4 gol subiti in 19 partite. La difesa e l'inserimento graduale delle nuove pedine le mosse vincenti di Allegri

Juve-Samp numeri

Juve-Samp numeri da fantascienza in Serie A

La Juve vista ieri pomeriggio contro la Samp ha dato dimostrazione ancora una volta di quanto sia importante essere coriacei in Serie A. In un primo tempo dove i doriani sono saliti bene e hanno avuto anche qualche occasione con Quagliarella, i bianconeri non hanno perso la pazienza e pian piano sono usciti alla lunga. Calma, quella che tanto (forse troppo) spesso predica Allegri dalla panchina l’ingrediente segreto per far bene in un torneo a tappe. Nulla era deciso a gennaio, nulla lo è oggi e questo il tecnico bianconero lo sa. Niente facili entusiasmi nemmeno oggi perché alla Juve funziona così, perché si è abituati a fare così.

Punto di partenza di innegabile spirito interiore resta la difesa, il punto dove ha battuto molto Allegri nelle conferenze stampa post Udine e Genova, dove i bianconeri sono usciti con un 2-6 e un 2-4. Non si vincono i campionati con questi risultati, o meglio, magari si può ambire a vincere Ligue 1 e Bundesliga, ma non la Serie A.

Da Samp a Samp, un viaggio lungo quanto un intero girone di 19 partite. In questo lasso di tempo e di calcio giocato la Juventus ha messo in atto tutte le sue peculiarità. Basta qualche numero da snocciolare per capirne la forza: 4 soli gol subiti in 19 partite (con una proiezione di 8 gol incassati in un intero campionato!), solamente un gol subito nei vari scontri diretti (e beffa delle beffe firmato proprio da Bonucci allo Stadium).

L’importanza di Douglas Costa

Inserimento graduale e gestione della rosa le altre due componenti maggiori che hanno permesso questa rinascita. Pian piano Douglas Costa e Bernardeschi, i due super acquisti della scorsa sessione di mercato, si sono presi la Juve per mano. Nelle delicate sfide contro Torino, Cagliari, la Samp ieri, la trasferta di Firenze si è vista tutta l’importanza di queste due pedine. Una resilienza al lavoro tattico voluto ed ottenuto da uno stratega come Allegri.

Mai abituati a difendere, questi innesti hanno subito lo stesso processo di trasmutazione tattica portata avanti anni dietro già con Mandzukic e Cuadrado. E’ una storia che si ripete questa in casa Juve, anno dopo anno. Serviva una gara come la Samp (quella di andata però) per dare uno scossone all’ambiente, per far capire alla concorrenza che la Juve non molla mai.

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