Napoli, lo scrittore del libro su arbitri e Juventus: “Querela per Mughini”

Calcio, Napoli: il professore Clemente querela Mughini il quale aveva parlato di "feccia" facendo riferimento al convegno universitario

Calcio Napoli professore Clemente querela Mughini

Guido Clemente, docente di diritto amministrativo alla Seconda Università di Napoli ed autore del libro “Campionato di Calcio e Stato di Diritto” è finito al centro di un vespaio di polemiche. Il testo parla infatti delle decisioni arbitrali che nella passata stagione avrebbero favorito la Juventus nella conquista dello scudetto.

Tema che chiaramente ha scaldato il mondo juventino, su tutti lo scrittore di nota fede bianconera Giampiero Mughini il quale ha parlato di “feccia“. Pronta la risposta di Clemente nel corso di “Un calcio alla radio” sulle frequenze di Radio CRC.

Le parole di Clemente

“Io mi auguro che si possa avere una pacata riflessione sul testo che ho scritto. Mughini? Io penso che faremo partire una querela. Io non devo rispondere a lui. I miei interlocutori sono scienziati, allievi. Non mi misuro con persone di cui non riconosco un ruolo. Può essere che domani Cantone prenda le distanze dal libro, ma lo farebbero con cognizione di casa. Il signor Cruciani mi ha telefonato a casa, mentre stavo lavorando, in maniera truffaldina. Io l’ho riconosciuto subito e l’ho risposto con garbo. Questa cosa non è andata in onda, perché lui vuole la rissa. Noi abbiamo operato sulla base del nostro metodo scientifico, perché non ci sono gli strumenti per capirla.

Questa cosa tra stato  di diritto e pallone la gente riesce a capire che certi principi sono cardini della vita democratica.  Tajani? Lui non ha contestato le tesi. Lui mi ha scritto una mail alla quale ho garbatamente risposto. Lui dice che ci sono  errori del Var a favore del Napoli e a favore della Juve e quello che si vede è risultato del campo. Lui può tranquillamente leggere il mio libro e smontarlo. Purtroppo la gente legge il libro senza nemmeno leggerlo. Costa dieci euro su Amazon. Non c’è alcun intento lucrativo. Abbiamo fatto una cosa semplice, nel minimo dell’ ambito scientifico, con il solo intento divulgativo  ”.

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